Ennesima lamentela riguardante l’ufficio postale di Santa Maria la Bruna (ubicato in via Nazionale, 791 – Torre del Greco). Questa volta la segnalazione arriva dalla giornalista Maria Consiglia Izzo, che questa mattina si è recata presso l’ufficio postale per espletare delle operazioni urgenti per conto di sua mamma, in questo periodo impossibilitata a deambulare. “Mi infastidiscono l’arroganza e la prepotenza di chi dovrebbe lavorare al servizio dei cittadini, e invece rema loro contro (nonostante sia pagato grazie alle tasse e/o ai soldi che i cittadini versano allo Stato o depositano presso l’Ente in cui è assunto)”, commenta la giornalista sui social.

Maria Consiglia si è recata alle ore 12 presso l’ufficio postale di Santa Maria la Bruna e ha ritirato il ticket che le avrebbe dovuto consentire di accedere alle operazioni di sportello alle ore 12:07. Dovendo attendere circa 50 persone e avendo delle telefonate di lavoro da effettuare, è uscita fuori dall’ufficio allontanandosi di qualche metro dall’ingresso per evitare che il suo interloquire desse fastidio alle altre persone in attesa, facendo capolino di tanto in tanto all’interno del locale per guardare a che punto fosse la numerazione. Quando ha tentato per la terza volta di entrare nella sala, le è stato impedito da un impiegato  che piantonava l’accesso. “Mi ha riferito tramite mimica, senza neanche degnarsi di aprire la porta, che l’ufficio era chiuso (mi ha indicato un cartello dove era scritto che l’orario di chiusura il sabato è previsto per le ore 12:35) – racconta la giornalista -. Intanto gli sportelli continuavano a funzionare e a ricevere persone che erano arrivate anche dopo di me (e quindi dotate di un ticket con un numero successivo al mio). Nonostante io abbia più volte tentato di mostrare all’impiegato (che non ha neanche aperto la porta d’accesso all’ufficio per ascoltarmi) tale ticket, lui non si è degnato neanche di rivolgermi lo sguardo. Morale della favola: ho perso tempo e non ho portato a completamento le operazioni urgenti che dovevo effettuare (ergo ne subirò le conseguenze, compresa una nuova fila che dovrò fare lunedì perdendo ulteriore tempo prezioso)”. “Visto che di pubblicità e operazioni di comunicazione e marketing Poste Italiane ne fa tante – conclude Maria Consiglia -, mi sorge spontanea una domanda: il controllo del personale, di quanto questo sia ligio al dovere e cortese nei confronti di chi permette all’azienda di campare – insomma il costumer care -, Poste Italiane sa cosa sia? Lo cura? A me non sembra!”.

Intanto si è scatenata la polemica: a giudicare dai numerosi commenti al post pubblicato da Maria Consiglia Izzo sul suo profilo Facebook, non è la sola a lamentarsi della carenza di servizi e della poca professionalità del personale del suddetto ufficio postale.