Turris in vendita, Colantonio: “Vendo, ma non svendo” – VIDEO

Futuro societario ancora da scrivere per la Turris, messa in vendita dal presidente Colantonio non appena il campionato si è concluso. La deadline imposta dal patron corallino è quella del 15 giugno, termine entro cui l’attuale proprietà valuterà eventuali offerte.

 

Vende, ma senza svendere. Questa è la volontà di Colantonio, che rassicura i tifosi sul futuro della Turris. “Se entro il 15 giugno non dovesse presentarsi – afferma il presidente – nessuno seriamente interessato, non vorrei far fallire la Turris. Io non sono un presidente che vive di calcio, ma del fare azienda. Voglio anche rimetterci dal punto di vista economico, a patto però di divertirmi. Se questo non succede più, giusto lasciare il passo a chi è più interessato e motivato”.

 

Il riferimento va infatti a diverse critiche che sono piovute sulla sua figura. “Chi si espone al pubblico, è chiaro che è soggetto a critiche. Queste però – si difende – non devono però essere un motivo per destabilizzare chi opera, altrimenti significa che questa persona non è tagliata per occupare certi ruoli. Se mi dicono che non sono in grado di fare la Lega Pro, è un’opinione che va rispettata ed anche per questo motivo ho aperto ad altri imprenditori, dando la possibilità di portare avanti il club a persone che possano avere maggiori competenze, possibilità e risorse rispetto al sottoscritto”.

 

Nei giorni scorsi lo stesso Colantonio aveva parlato di due possibili gruppi fuori da Torre del Greco interessati all’acquisizione del club, ma la priorità almeno per il momento resta quella di poter cedere il titolo ad un imprenditore locale.

 

In vista della prossima stagione, l’unica certezza è che la Turris non parteciperà, così come per le altre squadre di Serie C, alla prossima edizione della Coppa Italia, che a partire dal prossimo anno sarà rivoluzionata.

 

Escluse le squadre della terza divisione, mentre la nuova formula coinvolgerà esclusivamente i club di Serie A e di B. Riforma, quella varata dal Consiglio di Lega, utile a rendere più appetibile il prodotto Coppa Italia in termini di diritti televisivi.

 

Tempestiva la rabbia del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli: “La decisione della Serie A di escludere le squadre di Lega Pro dalla Coppa Italia non solo viola diritti consolidati, ma è espressione di una concezione elitaria del calcio, incapace di avere una visione di sistema”. Prevista dunque la risposta da parte dei club di Serie C, nel consiglio direttivo convocato per lunedì.