carabinieri5[0][8]_Public_Notizie_270_470_3Fu ucciso da un boss emergente di Torre del Greco per avere commesso un furto in casa sua. A 8 anni di distanza è stata fatta luce sull’ omicidio di Raffaele Ecuba, ucciso a 30 anni il 3 maggio 2007. I carabinieri di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia della Dda nei confronti di Francesco Paolo Raiola, già detenuto nel carcere di Rebibbia per l’omicidio di Gaetano Di Gioia ed il tentato omicidio di Isidoro, per il quale è stato condannato all’ergastolo.

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno dato esecuzione oggi, presso la Casa Circondariale di Roma Rebibbia, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Francesco Paolo Raiola, già detenuto per altra causa, elemento apicale del gruppo criminale “Scissionista” del clan “Di Gioia” (operativo su Torre del Greco) ritenuto responsabile di omicidio premeditato, detenzione, porto e spari in luogo pubblico e ricettazione, tutti aggravati dalle finalità mafiose. L’indagine, condotta dal settembre 2014 al febbraio 2015, basata su attività di riscontro tecnico e scientifico delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ha consentito di ricostruire l’omicidio di Raffaele Ecuba (con trascorsi nel disciolto clan Gargiulo di Torre del Greco) 30enne all’epoca dei fatti, ucciso per strada il 3 maggio 2007 a Torre del Greco con dieci colpi di pistola mentre si recava a lavoro, ed accertarne il movente, riconducibile ad una vendetta privata. Il Raiola, infatti, pianificò e commise l’omicidio per punire la vittima, colpevole di aver perpetrato un furto nella sua abitazione: con tale efferato delitto il Raiola si accreditava sul territorio quale figura criminale di riferimento. Gli elementi raccolti dagli investigatori sono stati confermati dalle dichiarazioni di ben 9  collaboratori di giustizia. Ulteriori importanti riscontri sono stati colti attraverso la visione delle immagini estratte dal circuito di videosorveglianza presso la stazione ferroviaria della Circumvesuviana, che immortalavano il killer dileguarsi fuggendo lungo i binari. La successiva comparazione antropometrica eseguita dai carabinieri del R.I.S. di Roma ha accertato la compatibilità fisica tra l’autore dell’omicidio e l’indagato. La crescita criminale del Raiola è stata poi confermata visto che si è reso responsabile dell’omicidio di Gaetano Di Gioia, capo storico del gruppo camorristico operante sul territorio di Torre del Greco, e del tentato omicidio del figlio Isidoro, avvenuti a Torre del Greco il 31 maggio del 2009, per il quale lo scorso 6 novembre del 2014, con rito abbreviato celebrato innanzi al Gup del Tribunale di Napoli, è stato condannato all’ergastolo.