La sfiducia non gli è andata proprio giù. L’ex sindaco di Castellammare Antonio Pannullo mandato a casa anche da sei consiglieri di maggioranza lo scorso mese di febbraio a meno di due anni dall’insediamento prepara la carica in vista del 10 giugno. Si ricandiderà, con o senza il Partito Democratico. Pd che con il nuovo segretario cittadino Nicola Corrado ha avviato le primarie delle idee e non vuole riconfermare il nome di Pannullo per la riconquista di Palazzo Farnese, così come la segreteria provinciale dem. Il Movimento 5 Stelle, invece, è già a buon punto. Tanto da avere già scelto il candidato sindaco, Francesco Nappi, e aver avviato i tavoli tematici per definire il programma. M5S che anche a Castellammare è risultato primo partito alle politiche del 4 marzo facendo sfatare il mito della Stalingrado del Sud. Nell’area della sinistra si muove Liberi e Uguali con il sostegno dell’ex sindaco Salvatore Vozza ma con il volto di ragazzi e ragazze pronti a mettersi in gioco. C’è poi un gruppo di civiche legate ad Antonio Alfano che potrebbero correre da sole oppure cercare alleanze. Nel centrodestra probabile il ritorno in scena di Gaetano Cimmino, già candidato nella passata tornata elettorale. Ma si attendono anche le posizioni del neo-deputato Antonio Pentangelo e di Nello Di Nardo.  Le prossime settimane saranno quelle decisive per il futuro della città che negli ultimi anni ha visto cadere i sindaci uno dopo l’altro, da Luigi Bobbio ad Antonio Pannullo passando per Nicola Cuomo. Ora c’è bisogno di stabilità e continuità. I problemi sul tavolo sono tanti, dalle Terme di Stabia al rilancio del commercio, dalla questione dissesto alla rinascita dei siti culturali. Ancora il Sarno, i trasporti, la Fincantieri, la bonifica dell’arenile.