Verso il rimpasto: i Giovani Democratici “disgustati” dalle scelte dell’amministrazione Palomba

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“Inorriditi da quanto accaduto a Palazzo Baronale”. Non usano mezzi termini i Giovani Democratici di Torre del Greco dopo quanto avvenuto nelle ultime settimane in città e le ultime indiscrezioni sul rimpasto di giunta a cui starebbe pensando Giovanni Palomba.

L’unica a rischiare la poltrona sarebbe la giovane Monica Ascione, ingegnere con delega alla Polizia Municipale, all’Edilizia Sportiva e alle Problematiche dei Marittimi, che dovrebbe cedere il posto alla studentessa 24enne Elena Ciavolino.

New entry anche Giovanni Marino, ex vicesindaco di San Giorgio a Cremano, che occuperebbe la poltrona lasciata vacante dal dimissionario Pietro De Rosa.

Dopo essere stati costretti, negli ultimi mesi dell’anno scorso, a sentir parlare di accordi su come spartire le poltrone, di veti incrociati e ripicche da parte dei vari consiglieri comunali, che hanno praticamente bloccato l’amministrazione comunale durante quella che è stata una vera e propria emergenza rifiuti – si legge in un comunicato dei Giovani Democratici torresi – oggi assistiamo all’annunciata nomina di due nuovi assessori Ciavolino e Marino che farebbero capo rispettivamente alle coppie di consiglieri Piccirillo – Gargiulo e Gramegna – Pomposo”.

Un rimpasto, più soft di quanto inizialmente previsto, che si è reso necessario per ridefinire gli equilibri interni alla maggioranza, e per il quale mancherebbe soltanto l’ufficialità.

Siamo disgustati da come l’amministrazione comunale targata Palomba utilizzi le cariche di assessori per tenere assieme i cocci di una maggioranza nata già rotta. Siamo disgustati dal fatto che delle cariche così delicate vengano affidate sulla base di dispetti e amicizie”, l’affondo dei GD, che paragonano gli intrecci politici di Palazzo Baronale alla famosa serie televisiva Game of Thrones.

“Non critichiamo le persone scelte – sulle quali effettive competenze non nascondiamo di avere qualche dubbio – bensì sulle modalità”, continuano i Giovani Democratici, che chiudono chiedendo al primo cittadino di illustrare alla città le motivazioni che lo hanno portato a compiere determinate scelte.