Un ruolo importante – secondo il gip – nello “scioglimento della societas” messa in piedi per controllare il voto alle amministrative 2018 a Torre del Greco lo ha rivestito anche la pubblicazione del video di Fanpage. Senza di esso e senza gli avvenimenti collegati alla pubblicazione – con sequestro di telefonini, interrogatori e intercettazioni – “il pactum sceleris tra gli indagati sarebbe stato ancora perfettamente esistente e operativo in vista di ulteriori competizioni elettorali e di ulteriore affermazione di potere e supremazia”.

Tanto che Andreina Vivace e Ciro Massella (ieri raggiunti dall’ordinanza cautelare, la prima ai domiciliari, il secondo in carcere) subito dopo la pubblicazione della video-inchiesta di Fanpage, come ricostruito dagli inquirenti, si precipitarono dal sindaco Palomba – che non risulta indagato – per esternargli direttamente le loro preoccupazioni. “Non ho mai esitato a riferire con puntualità a Procura e Prefettura quanto accade nelle stanze di Palazzo Baronale”, l’intervento del primo cittadino che in queste ore si è detto sereno e fiducioso.

Le promesse di posti di lavoro erano state denunciate già anche nel corso della campagna elettorale con alcuni episodi di violenza che fecero scalpore in quei giorni e che oggi sono confluiti negli atti di indagine.

A fornire una ricostruzione degli eventi e dei patti nel provvedimento vengono citati anche una serie di episodi seguenti la mancata conferma dei netturbini indagati – alla scadenza del semestre di Garanzia Giovani nella ditta Nu con una vera e propria escalation nei mesi di novembre e dicembre 2018 con occupazione degli uffici comunali, raid ai danni degli automezzi della Gema, minacce ai dipendenti costretti in più di un’occasione a fuggire nel corso del servizio di spazzamento.

Nell’ordinanza firmata dal gip Fiorentino compaiono anche i nomi di altri esponenti della politica cittadina. Non si esclude – a questo punto – che possa aprirsi un nuovo filone di inchiesta.