Anche Arturo Scotto è intervenuto sull’operazione dei carabinieri che oggi a Torre del Greco hanno eseguito 14 misure cautelari per voto di scambio in relazione all’ultima tornata elettorale.

“E’ un anno che Leu e Articolo UNO – Movimento Democratico e Progressista a Torre del Greco chiedono che si faccia chiarezza su episodi di voto di scambio avvenuti fuori ai seggi durante le elezioni amministrative. Il nostro deputato Federico Conte ha presentato già tre interrogazioni parlamentari partendo dalla videoinchiesta di Fanpage.it. Oggi la magistratura interviene. Vedremo gli sviluppi, ma credo che questa sia una ferita enorme per una città bella e difficile come Torre. Non va banalizzata soprattutto da chi oggi guida la città. Si apre uno squarcio inquietante sui rapporti tra politica, affari e criminalità organizzata”, le parole di Scotto, “c’è chi ha promesso assunzioni nella nettezza urbana in cambio di preferenze. Ancora una volta il ricatto del lavoro sulla pelle della povera gente. Le inchieste faranno il loro corso ma il punto è politico: non ci possono essere zone d’ombra per chi amministra una città del mezzogiorno. Per questo c’è bisogno che la prefettura mandi la commissione d’accesso e si vada al più presto al voto. I fallimenti non sono solo morali, ma anche amministrativi. Dopo gli ultimi anni bui di Ciro Borriello e l’onta dell’arresto oggi di nuovo la città cade nel buco nero di un nuovo scandalo. Come se fosse Gotham City. Eppure c’è stata una stagione all’inizio degli anni novanta, con le giunte di Antonio Cutolo, dove la politica pulita aveva vinto e governato la città. Ed anche nella breve, purtroppo brevissima stagione di Gennaro Malinconico la casa comunale aveva saputo spalancare porte e finestre. Dunque, la città ha mostrato sempre di avere anticorpi. Ora è il momento di reagire. Tutti insieme”.