Voto di scambio a Torre del Greco: “Un diffuso e vile meccanismo di compravendita”

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“A Torre del Greco le elezioni si vincono solo se si dispone di somme sufficienti per la compravendita dei voti. Con buona pace della democrazia”. Lo ha scritto il gip Fiorentino nell’ordinanza di custodia cautelare che ieri ha visto finire nella bufera due consiglieri comunali, netturbini e imprenditori della città del corallo disvelando quello che viene definito negli atti ”un diffuso, sistematico, vile, ignobile meccanismo di compravendita”. A capo del quale – secondo gli inquirenti  – erano posti Stefano Abilitato e Simone Onofrio Magliacano accusati di aver assicurato posti di lavoro a tempo determinato presso la ditta Gema nell’ambito del progetto Garanzia Giovani.

E ancora di aver promesso assunzioni a tempo indeterminato a Ciro Massella, Giuseppe Mercedulo, Gerardo Ramondo, Francesco Sallustio e Andreina Vivace in cambio del voto. Ma anche dirigendo – scrive il gip –  “l’attività di altri sodali impegnati a procacciare voti mediante consegna di somme di denaro o altre utilità”.

Giuseppe Sdegno avrebbe agito in qualità di uomo di fiducia dei promotori – Abilitato e Magliacano appunto. A lui era stata affidata la cassa da cui attingere le somme occorrenti al gruppo criminale diretto da Giovanni  Massella per la compravendita di voti avvenuta nei  pressi del seggio elettorale Ipam di corso Garibaldi.

Salvatore Loffredo, Ciro Massella, Giovanni Massella, Giuseppe Mercedulo, Gerardo Ramondo, Francesco Sallustio e Andreina Vivace sono accusati di aver proccacciato voti elettorali previa consegna di somme dai 20 ai 35 euro per un totale di almeno 2000 euro.

In particolare poi, Giovanni Massella si sarebbe occupato della distribuzione dei pacchi alimentari con la sigla Ue messi a disposizione da Mimmo Pesce in particolare nella zona di San Giuseppe alle Paludi.

Vincenzo Izzo e Gennaro Savastano sono accusati di aver aggredito fisicamente e verbalmente Stefano Abilitato e Pietro di Cristo che lo accompagnava in un giro elettorale a San Giuseppe alle Paludi.

Ciro Piccirillo, poliziotto in servizio presso il porto di Napoli, e consigliere comunale per aver avvertito di un imminente controllo all’Ipam Giovanni Massella che era intento nell’attività di compravendita dei voti. “Giovà togliti da là fuori perché mò avit nu controllo”, gli disse contattandolo telefonicamente.

A Ciro Massella viene contestata anche la detenzione di armi da fuoco tipo guerra e armi comuni da sparo tra cui una pistola mitragliatrice tipo Uzi il cui possesso è documentato da alcuni video e chat.

Le misure cautelari sono scattate anche per “impedire il protrarsi di medesime condotto criminose”, questa una delle preoccupazioni espresse dal gip Fiorentino nell’ordinanza di custodia cautelare. Evidenziando che nel prossimo mese di maggio si svolgeranno le elezioni europee. “Appare, quindi, assolutamente indispensabile provvedere al più presto per impedire che anche alla prossima tornata elettorale nel comune di Torre del Greco si verifichi un analogo fenomeno di criminale mercimonio di voti, assolutamente indegno di un paese civile”, le parole che scuotono la città del corallo e disegnano un quadro senza dubbio preoccupante.