La sua è una storia di grande resilienza e di un indescrivibile carattere. Prerogative che non solo gli hanno permesso di superare la tragedia di vedersi amputare la gamba destra nel 2021 a seguito di un grave sinistro stradale, ma che l’hanno portato a dedicarsi al cosiddetto sport estremo con risultati per certi aspetti inimmaginabili, visto anche che è diabetico. Vincenzo Garofalo, giovane ingegnere navale di Torre del Greco, ha infatti partecipato nei mesi scorsi all’Ironman World Championship, gara internazionale che mette a dura prova il fisico, visto che prevede lo svolgimento di una traversata a nuoto di 3,8 chilometri, seguita da una sfida in bici su un percorso di 180 km e infine il compimento di un’intera maratona (42,195 km). Competizione che ha saputo portare a termine nonostante le difficoltà legate alla mancanza dell’arto destro, sostituito da una protesi: “Situazione – sorride – aggravata anche dalle difficoltà nello stendere il braccio sinistro, che mi ha portato per una larga parte della nuotata a utilizzare un solo braccio”.
Un’impresa per tanti aspetti da record che il sindaco Luigi Mennella ha voluto celebrare questa mattina, giovedì 24 settembre, attraverso un encomio, consegnato nella mani di Garofalo alla presenza della mamma e di alcuni amici. “È sempre bello, oltre che emozionate – sottolinea il primo cittadino – poter ascoltare dalla viva voce dei protagonisti, storie come quella di Vincenzo. Un ragazzo che, grazie alla sua enorme caparbietà e al sostegno della famiglia, attraverso lo sport è riuscito mettersi alle spalle la sciagura che l’ha colpito. Sono esempi come lui che bisogna indicare ai giovani ma anche ai meno giovani e che ci spingono ancora di più ad investire risorse ed energie per la realizzazione di strutture sportive nella nostra città”.

Per parlare di cosa ha fatto Vincenzo Garofalo, bisogna inevitabilmente tornare a quel terribile 5 dicembre del 2021: il giovane ingegnere navale (allora aveva solo 28 anni) era a Malta per lavoro, quando fu investito da un pirata della strada che lo falciò in pieno, senza prestare alcun soccorso e anzi facendo perdere le proprie tracce (da allora il soggetto alla guida dell’auto non è stato mai rintracciato).
Oltre ad avere trascorso dieci giorni in coma all’ospedale Mater Dei in pericolo di vita, gli è stata amputata la gamba destra, aspetto questo che ha richiesto una lunga riabilitazione, tra l’altro con una degenza di oltre sei mesi. Garofalo però “non si è arreso – come ha scritto il sindaco nell’encomio consegnato all’ingegnere navale – e da quella immane sciagura ha saputo trarre la giusta linfa per dedicarsi tra l’altro allo sport. La sua forza interiore e l’energia vitale l’hanno portato nel 2025 a percorrere gli 800 chilometri del Cammino di Santiago e a partecipare e concludere nell’anno in corso l’Ironman World Championship. Ora Vincenzo sogna di partecipare alle Parolimpiadi del 2028 a Los Angeles, portando così ulteriore lustro alla nostra città”.
Nel corso dell’incontro, Vincenzo Garofalo ha donato a Luigi Mennella una maglia simile a quella utilizzata per le sue imprese sportive.















