NAPOLI – La medicina di genere come chiave per una cura più equa e centrata sulla persona sarà il tema della Giornata di Studio in programma il prossimo 20 aprile presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, nella Sezione San Tommaso d’Aquino a Capodimonte.
L’evento, dal titolo “Medicina di Genere: Teologia, Medicina e Diritto in dialogo”, è organizzato in collaborazione con la Fondazione Global Health ETS e si propone di affrontare una delle sfide più attuali della sanità contemporanea: il superamento del gender gap nella ricerca scientifica e nelle pratiche cliniche.

Medicina di genere: un approccio multidisciplinare
La giornata di studio intende promuovere una visione integrata della salute, mettendo in dialogo discipline diverse come teologia, medicina e diritto. L’obiettivo è quello di evidenziare come la woman health non sia solo una questione clinica, ma coinvolga anche dimensioni bioetiche, sociali e filosofiche.
In questo contesto, la medicina di genere emerge come strumento fondamentale per garantire equità nelle cure e rispetto della dignità umana, principi sempre più centrali nel dibattito sanitario e culturale.
Il programma del convegno
L’incontro si aprirà alle ore 8:45 con i saluti istituzionali del Prof. Antonio Foderaro e dell’Avv. Carmine Foreste.
A seguire, il convegno si articolerà in diverse sessioni tematiche:
Approccio scientifico
Interverranno la Prof.ssa Amelia Filippelli e il Prof. Paolo Grieco, che illustreranno l’evoluzione verso una medicina sempre più personalizzata.
Orizzonte bioetico e teologico
Il Prof. Maurizio Calipari offrirà una riflessione sulla proporzionalità delle cure, mentre il Prof. Lucio Romano approfondirà il tema della disforia di genere alla luce dei pareri del Comitato Nazionale per la Bioetica.
Prospettiva giuridica e sociale
Tra i relatori anche l’Avv. Hilarry Sedu e il Prof. Ciro Punzo, che analizzeranno il concetto di identità sessuata tra natura e cultura.
Le conclusioni saranno affidate alla Prof.ssa Carmela Bianco, che richiamerà il valore del “dovere dell’equità” come fondamento di una società realmente inclusiva.
Il ruolo della Chiesa e della ricerca accademica
«Come istituzione accademica pontificia, sentiamo forte la responsabilità di promuovere un dialogo che metta al centro la verità della persona», sottolinea il Decano Antonio Foderaro.
Secondo Foderaro, riflettere sulla medicina di genere significa anche «onorare il corpo umano e garantire che il progresso scientifico sia realmente al servizio di tutti, senza disparità». Un impegno che conferma il ruolo della Facoltà come laboratorio di pensiero capace di coniugare rigore teologico e sfide della salute pubblica.
Un evento chiave per il futuro della sanità
La Giornata di Studio rappresenta un’importante occasione di confronto tra esperti di diversi ambiti, con l’obiettivo di costruire un modello di cura più equo, inclusivo e rispettoso delle differenze.
In un contesto in cui la medicina è sempre più orientata alla personalizzazione, iniziative come questa rafforzano il dialogo tra scienza, etica e diritto, contribuendo a delineare nuove prospettive per il futuro della sanità.



















