C’è una povertà che è fatta di ritegno e dignità ed una carità che opera con efficacia nel silenzio e con discrezione, accogliendo e curando ferite che non lacerano solo il corpo ma graffiano l’anima.
A Torre del Greco le due mense di accoglienza, quella presso il Santuario del Buon Consiglio a Leopardi e quella presso la parrocchia di S. Antonio nell’omonimo quartiere sono una realtà di fatto per quanti vivono il disagio e la solitudine di un sistema sociale dal quale sono respinti, a volte ignorati e del quale non si sentono parte.
TVCITY ha inteso così dare voce ai due centri di accoglienza andando a conoscere nello specifico in che modo la carità diventa offerta quotidiana. Il nostro viaggio inizia con don Ciro Sorrentino, rettore del Santuario di Buon Consiglio.
Un dato che fa particolarmente riflettere è come nel trasformismo del tempo moderno si sia trasformata anche la definizione di povertà e la fisionomia stessa dei cosiddetti nuovi poveri: non più e soltanto meno abbienti e diseredati, ma uomini e donne che vivono la complessità di un’epoca che ha stravolto le relazioni umane.
Un servizio di totale gratuità che opera incessantemente e si apre alle esigenze di quanti bisognosi.
E come per tutte le opere di impatto sociale, anche la mensa è un cantiere umano senza sosta che necessita continuamente di aiuto e di collaborazione, come chiaramente evidenziato dalle stesse parole di don Ciro Sorrentino.


















