mercoledì, Gennaio 28, 2026
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Campania, prima legge su salario minimo negli appalti pubblici

La Giunta regionale della Campania ha approvato, come primo provvedimento politico della nuova legislatura, un disegno di legge sul salario minimo negli appalti pubblici, che introduce un criterio premiale per le imprese che si impegnano ad applicare una retribuzione oraria minima non inferiore a 9 euro lordi nelle gare e negli appalti di competenza regionale.

La norma è il risultato di un lavoro condiviso e sostenuto dall’Assessorato al Lavoro e alla Formazione, guidato da Angelica Saggese, espressione del gruppo Casa Riformista (Italia Viva – Noi di Centro), che ha portato avanti con determinazione l’introduzione di questo strumento legislativo come misura di giustizia sociale e tutela dei lavoratori.

“La Campania compie oggi un passo importante e di alto valore, simbolico e concreto, per la dignità dei lavoratori” dichiara Ciro Buonajuto, consigliere regionale e capogruppo di Casa Riformista (Italia Viva – Noi di Centro). “Questo disegno di legge rappresenta l’avvio di un processo legislativo che dovrebbe diventare riferimento per tutte le Regioni d’Italia e per il Governo nazionale. Dalla nostra Regione parte il primo impulso per un quadro normativo più ampio sulla retribuzione minima. Dobbiamo tener ben presente che negli ultimi dieci anni la forbice tra l’aumento dei prezzi e l’adeguamento dei salari si è ampliata in modo preoccupante. L’aumento vertiginoso dei costi, soprattutto dei beni energetici, ha causato difficoltà a milioni di famiglie italiane che hanno subito l’impennata dei prezzi, mentre i salari sono rimasti stagnanti o sono cresciuti di poco. I dati internazionali sono impietosi: nei paesi OCSE i salari reali sono cresciuti di oltre il 30% negli ultimi trent’anni, mentre in Italia sono rimasti sostanzialmente fermi, con effetti devastanti sulla capacità di spesa e sulla qualità della vita dei cittadini. Questa situazione è inaccettabile e richiede risposte strutturali e coraggiose. Il Governo nazionale dovrebbe svegliarsi e, invece di continuare ad anellare fallimenti sui temi della sicurezza dell’immigrazione, assumersi la responsabilità di dare a tutti i lavoratori un salario minimo dignitoso, senza lasciare zone d’ombra. In questo contesto di ritardi decennali, la Campania si dimostra ancora una volta regione all’avanguardia, promuovendo una norma che unisce democrazia, dignità sociale e sviluppo economico”. Conclude Buonajuto.

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