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“Cicciabubbazzo”: il rito della fertilità rinasce a Torre del Greco

All’alba del prossimo Martedì Grasso, le strade del centro storico di Torre del Greco torneranno a vibrare per un evento che affonda le radici nel mito: la sfilata del Cicciabubbazzo. L’Associazione per il Recupero del Folklore Vesuviano annuncia ufficialmente il ripristino di quello che gli antropologi definiscono il “Carnevale di Pietra”, un rito apotropaico unico al mondo che fonde l’eredità greco-romana con la cultura del corallo.

La Maschera: Il respiro del Vesuvio e l’oro rosso

Il Cicciabubbazzo (dall’etimo greco kikkos, seme, e dal basso latino bubbatius, rigonfiamento) è la personificazione della forza tellurica. La maschera, storicamente realizzata in cartapesta mista a cenere vulcanica, è adornata da escrescenze di corallo grezzo. Indossa una tunica di canapa tinta con il “moro”, il liquido di scarto della lavorazione del corallo, simbolo del sangue della terra.

La diatriba storica: San Vincenzo Romano contro le “Fattucchiere”

Il ritorno di questa figura riapre una ferita storica mai rimarginata. Nel 1812, il “Parroco Santo” San Vincenzo Romano ne vietò ufficialmente la sfilata, definendola nelle sue omelie come “un’indecenza lussuriosa che offende il pudore delle madri cristiane”.

Tuttavia, il rito non si estinse: le cosiddette “Fattucchiere del Corallo” continuarono a praticarlo clandestinamente nei “bassi” di mare e di terra, convinte che la negazione del Cicciabubbazzo avrebbe portato sterilità e carestia alla città.

Il rito del Sorbo e l’invettiva rituale

Il momento culminante avverrà nei pressi di Via Comizi e dei “Sopracuorti”. Qui, le donne in attesa usciranno sui portoni per offrire alla maschera un sorbo (frutto della pazienza e della protezione). Secondo il protocollo rituale, la donna dovrà recitare l’antica filastrocca:

“Cicciabubbazzo, pigghia stu sorbo / così u criaturo / nun vene orbo.”

A questo gesto, il Cicciabubbazzo risponderà con l’urlo osceno: una serie di invettive rituali scurrili volte a “spaventare” la sfortuna, concludendo il rito con il tocco propiziatorio del seno della gestante, un gesto ancestrale che garantisce abbondanza di latte e protezione contro il malocchio.

Testimonianze e Citazioni

“Non siamo di fronte a una carnevalata, ma a una liturgia della sopravvivenza,” spiega il Prof. Orio Canesci, etnostorico indipendente. “Il Cicciabubbazzo rappresenta l’osceno necessario che purifica la comunità prima della Quaresima. È la voce del vulcano che urla alla vita.”

Anche i residenti più anziani ricordano i racconti dei nonni:

“Mia nonna mi diceva che quando passava il Cicciabubbazzo, la Chiesa sbarrava le porte, ma le donne correvano a farsi toccare per assicurarsi un figlio maschio e forte,” racconta Concetta S., discendente di una storica famiglia di corallari.

 

Dettagli dell’evento:

  • Data: Martedì 17 Febbraio 
  • Orario: Ore 05:45 (partenza al primo chiarore).
  • Percorso: Via Comizi, Piazza Santa Croce (passaggio rapido), zona mare.
  • Avviso alla cittadinanza: Si prega di accogliere le invettive con spirito celebrativo; il fango e il corallo della maschera non devono essere toccati dai non iniziati.


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