HomeNewsAltri comuniCrollo di Ercolano, Cerbone: «Manutenzione negata»

Crollo di Ercolano, Cerbone: «Manutenzione negata»

«Il crollo parziale della palazzina di via Niglio a Ercolano non può essere considerato un episodio isolato né archiviato come un semplice fatto di cronaca. È l’ennesimo segnale di una fragilità crescente che interessa una parte significativa del patrimonio edilizio dei nostri territori».

Lo afferma Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli Architetti di Napoli e coordinatore campano della Struttura tecnica nazionale della Protezione civile, commentando il crollo parziale della palazzina di via Niglio avvenuto ieri a Ercolano. «Non siamo di fronte a un’emergenza improvvisa, ma a un’emergenza lenta e progressiva. La sicurezza degli edifici – continua – non può iniziare dopo il crollo. Da tempo numerosi territori dell’area metropolitana di Napoli stanno lanciando segnali chiari: edifici datati, manutenzioni rinviate, infiltrazioni sottovalutate e controlli troppo spesso episodici».

Secondo Cerbone, casi registrati negli ultimi anni in comuni come Casoria, Arzano, Marano, Afragola, Napoli ed Ercolano evidenziano la necessità di un cambio di approccio. «Occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla cultura della prevenzione. Nei mesi scorsi il Comune di Torre del Greco aveva acceso il dibattito sul tema della sicurezza degli edifici privati attraverso un’ordinanza che prevedeva verifiche sul patrimonio edilizio. Quel provvedimento ha suscitato proteste ed è stato poi ritirato per un vizio di forma, ma poneva una questione che resta attuale: prevenire è un dovere, non una scelta facoltativa».

Per il professionista servono strumenti concreti di monitoraggio. «Occorrono mappature preventive, rilievi speditivi, classificazioni del rischio e verifiche mirate. Non bisogna creare allarmismo, ma costruire conoscenza. Una prima indagine visiva e tecnica, svolta da professionisti qualificati, consentirebbe già di individuare gli edifici che presentano segnali di degrado e le situazioni che richiedono approfondimenti».

Cerbone richiama infine il ruolo di Ordini professionali, Comuni, Protezione civile e uffici tecnici. «La sicurezza del costruito deve diventare una politica pubblica permanente. Quando il degrado di un edificio mette a rischio persone, strade pubbliche e fabbricati vicini, non si tratta più di un problema esclusivamente privato».

«Il crollo di Ercolano, fortunatamente senza vittime, deve essere letto come un avvertimento. Non possiamo continuare a intervenire solo quando le macerie sono già a terra. Il nostro patrimonio edilizio sta invecchiando e la prevenzione non può più essere rinviata».

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