Home News Attualità Riforma responsabilità professioni sanitarie: quale futuro?

Riforma responsabilità professioni sanitarie: quale futuro?

0
4

Il 28 ottobre 2026, dopo mesi di confronto, la Camera ha licenziato il DDL di riforma, la terza in soli 14 anni, sulla responsabilità degli esercenti professioni sanitarie con 143 voti a favore e 113 contro, finalizzato a migliorare, attraverso la serenità dei Medici, l’Alleanza Terapeutica per la Sicurezza delle Cure del Paziente e ridurre così i costi della Medicina Difensiva. Il testo ora è atteso al Senato per la seconda lettura ed è una delega al Governo per il riordino della disciplina delle professioni sanitarie. Si divide in quattro macro aree: responsabilità penale e civile, formazione, ordini professionali, più una serie di misure sul personale sanitario. Nella riforma si equiparano le Buone Pratiche alle Linee Guida, aspetto che fa scaturire spunti di riflessione. Sul tema il commento dell’Avv. Giuseppe Mazzucchiello, membro dell’Osservatorio Nazionale sulle Buone Pratiche in Sanità ex legge 24/2017 quale Esperto nominato dal Ministro della Salute:

«Con l’approvazione della riforma cd “Schillaci-Sisto” della responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie viene sancito un principio importante, cioè il Medico, nella cura del Paziente, potrà optare per un percorso terapeutico disciplinato da una Buona Pratica Assistenziale invece che dalle Linee Guida, quando ci sono, se valuta che essa Buona Pratica sia più adeguata alla condizione di quello specifico paziente. Naturalmente questa novità impone alla Comunità scientifica un approccio ancor più rigoroso sui criteri della validazione delle Buone Pratiche.

Inoltre, altra importante novità, è che il Medico non dovrà più rispondere per fatti lesivi accaduti ai pazienti apparentemente come un suo errore ma in realtà da ricondurre alla evidente inadeguatezza della struttura in cui lavorano, in altri termini per l’accertamento della “colpa” del sanitario è stato definitivamente introdotto il principio dell’inadeguatezza dell’organizzazione aziendale come causa scriminante. Diviene ancora più importante il ruolo del Medico Legale nella valutazione di tutte queste circostanze”

“In definitiva – conclude l’Avv. Mazzucchiello- apprezzabilissimo l’intento del Governo di fare il possibile per far ripartire l’Allenza Terapeutica Medico/Paziente”