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Sanità: la Campania 13° in Italia per i livelli essenziali di assistenza

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La Campania, pur essendo una Regione “adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia” (in Italia otto non lo sono), si trova in una posizione medio bassa (13esima su 21 regioni e province autonome prese in considerazioni) nella graduatoria del punteggio totale relativo agli adempimenti Lea (livelli essenziali di assistenza).

I dati, risalenti al 2023 (l’ultimo anno disponibile), è stato fornito dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso dell’audizione odierna presso la commissione Affari costituzionali del Senato nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega per la determinazione dei Lep (livelli essenziali delle prestazioni).

“I livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza – afferma Cartabellotta – né sul piano normativo né su quello sostanziale.

La scelta del Governo di equipararli, forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale, ha il chiaro obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, destinata ancor più ad essere un moltiplicatore di diseguaglianze. I Lep sanitari devono essere definiti al pari di tutte le altre materie per non cristallizzare per legge differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente le regioni del Mezzogiorno e gravare quelle del Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.

Stando ai dati in possesso di Gimbe e riferiti alla Campania, la regione presenta un punteggio totale degli adempimenti ai livelli essenziali di assistenza pari a 206, a fronte di una media nazionale di 226, ben distante dalle prime (Veneto è a 288, Toscana a 286 ed Emilia Romagna a 278) ma è avanti tra le altre a provincia autonoma di Bolzano (202), Molise (193) e Sardegna (192).

La Campania ha inoltre registrato i seguenti punteggi nelle tre aree monitorate: 62 punti per l’area della prevenzione (collocandosi al sedicesimo posto, 36 punti in meno rispetto alle prime, la provincia autonoma di Trento e al Veneto); 72 punti per l’area distrettuale (13esima, 24 in meno rispetto al Veneto che è in prima posizione) e 72 punti per l’area ospedaliera (15esima, 25 punti in meno della prima, la provincia autonoma di Trento).