L’intervento del sindaco Corrado Cuccurullo nel consiglio comunale.
“Il 2 gennaio di quest’anno il Comune di Torre Annunziata ha ricevuto la Commissione d’accesso. È un passaggio delicato, che affrontiamo con serietà e senso delle istituzioni.
Non è, però, una novità assoluta per questa città: anche nelle due precedenti sindacature è accaduto. Quando dico ciò non è per normalizzare questa vicenda, anzi. Aumenta il senso di responsabilità.
I nostri uffici stanno collaborando in modo corretto, puntuale e trasparente, mettendo a disposizione atti, informazioni e ogni elemento utile alle verifiche. È l’unico atteggiamento possibile per chi amministra: rispetto delle procedure, collaborazione leale, nessuna paura della verità.
Alcuni giorni fa una procedura analoga ha riguardato la città confinante di Castellammare di Stabia. E anche ciò non è certo una novità. D’altronde, Torre Annunziata e Castellammare hanno tratti storici e sociali che, per molti aspetti, si somigliano: vocazione industriale, radici della sinistra, una lunga fase di crisi socio-economica e, in diversi momenti, anche difficoltà istituzionali.
Eppure, tra il 2 gennaio – giorno del nostro accesso – e l’arrivo della Commissione a Castellammare, nessunodell’amministrazione di Torre Annunziata ha fatto la corsa a segnare differenze, a speculare, né ad utilizzare quella vicenda in chiave polemica. Non è nel nostro stile e non sarebbe stato corretto.
Negli ultimi giorni, invece, assisto a un fenomeno che non mi piace e non mi convince: si invoca sui giornali un parallelismo meccanico tra le due città. Come se fossimo in una partita di tattiche, e non davanti a questioni delicate che toccano la credibilità delle istituzioni e la serenità delle comunità.
Voglio dirlo con estrema chiarezza, senza alcuna ambiguità: il sindaco Luigi Vicinanza è persona di straordinaria capacità amministrativa e di specchiata moralità. Non solo merita solidarietà piena, come gli ho più volte espresso, ma meriterebbe appoggio, sostegno pieno e leale. Perché quando un sindaco è messo davanti a prove difficili, l’istinto migliore non è isolarlo, ma aiutarlo a governare.
Detto questo, è altrettanto necessario evitare accostamenti che non tengono conto delle differenze dei contesti. A Castellammare ci sono inchieste che interessano, direttamente o indirettamente, il perimetro politico-istituzionale; a Torre Annunziata la situazione ha caratteristiche diverse. Non si tratta di fare confronti di comodo, ma di rispettare i fatti.
Io sono convinto che in entrambi i casi le Commissioni svolgeranno fino in fondo il proprio lavoro con verifiche rigorose, imparziali, senza pregiudizi. E se emergeranno responsabilità, è giusto che siano responsabilità individuali, e non prevalga, invece, l’idea di una responsabilità “collettiva” che colpisce un’intera amministrazione o, peggio ancora, un’intera città.
Le differenze con Castellammare sono anche altre. Qui il rischio, colleghi, è quello dell’autolesionismo. Il rischio di chi, invece di difendere l’istituzione, si mette a fare il tifo contro, a costruire il sospetto come metodo, a mettere in scena ogni giorno il teatro dell’infamia. A Castellammare, invece, comprensibilmente, molti difendono la propria amministrazione. Qui, invece, non mancano quelli che vivono di titoli, di mezze frasi, di interviste gettate nel tritacarne.
Su questo voglio essere fermo: Torre Annunziata non ha bisogno di processi sommari, né di narrazioni che alimentano sfiducia e divisioni. Ha bisogno di istituzioni che lavorano, di cittadini che partecipano, di una comunità che non si lascia trascinare in una contrapposizione permanente – quasi tra “rosso e nero” – dove spariscono le sfumature e, soprattutto, sparisce la realtà.
Non ci sto a consegnare la città a chi alimenta la rissa. Non ci sto a far passare l’idea che qui esistano cittadini di serie A e di serie B, puri e impuri.
Noi abbiamo il dovere di tenere unito il tessuto civile, di difendere la dignità della città, di difendere le istituzioni, di proteggere la credibilità dell’Ente e di continuare a governare con responsabilità: collaborando con gli organi dello Stato, pretendendo rispetto per la città e per il lavoro serio di chi ogni giorno garantisce servizi, atti e decisioni.
Con trasparenza, con rigore, con coraggio. E con una linea netta: la legalità non è un’arma contro l’avversario, è la condizione della libertà di tutti.
Questa è la nostra posizione. E non la cambieremo.”
Corrado Cuccurullo







