Mercoledì scorso, 14 gennaio, presso il Palazzo Baronale di Torre del Greco, si è tenuto il primo incontro del 2026 della nostra associazione Università Verde T/Greco sul tema “Riforestiamo la città”, un argomento che riteniamo di grande rilevanza per il nostro territorio.
In apertura è stato tracciato un quadro chiaro e documentato del verde pubblico nella nostra Regione e nelle sue singole province, di cui pubblichiamo volentieri qui di seguito una sintesi, oltre che i dati complessivi riguardanti il confronto con altre Regioni italiane
“La Regione Campania si occupa della cura degli alberi attraverso normative che promuovono la piantumazione (1 per ogni nato), la tutela degli alberi monumentali e i progetti di valorizzazione del verde urbano, mediante una attenta manutenzione ordinaria (potatura, sfalcio, pulizia) e straordinaria (abbattimento alberi pericolosi).
La percentuale del verde pubblico in Campania varia molto tra province e comuni.
I dati di Legambiente (20/24) mostrano che Caserta detiene il primato con i suoi 39 mq per abitante, dovuto soprattutto al Parco della Reggia. Le altre province sono tutte al di sotto della media nazionale, che si assesta su 31,7mq/a.
Considerando le percentuali del verde pubblico in rapporto alla dimensione territoriale, Benevento è la provincia che ha appena il 2,5% destinato ad aree verdi e ad aree sportive, Salerno raggiunge il 48% con le aree boschive, Caserta il 61,7%, Avellino il 22% e Napoli il 56% (di cui, però, il 17,31% è verde incolto).
Su Torre del Greco non ci sono dati certi e, infatti, sul sito del Comune è scritto che non è disponibile una percentuale precisa ed aggiornata di verde pubblico in rapporto ad una superficie territoriale di circa 30,63 kmq.
Viene riportato solo un elenco di diverse aree verdi e parchi pubblici (Villa Comunale “Ciaravolo”, Villa Macrina, Parco Loffredo, Parco S. D’Acquisto), nonché la dichiarazione di voler ampliare il verde pubblico con un’area di 21.000 mq, con riferimento all’area verde compresa tra il Parco Bottazzi e la zona sottostante di Villa delle Terrazze, acquisita in comodato d’uso dall’ASL NA3.
Nel sito viene citata anche la nostra associazione, Università Verde T/Greco per l’impegno e la fermezza profusi nel sensibilizzare all’educazione ambientale.
Ma quali alberi possiamo trovare nel nostro territorio?
Gli alberi caratteristici della Campania variano tra la macchia mediterranea costiera e le zone interne appenniniche.
Nella macchia mediterranea possiamo trovare il leccio, il corbezzolo, l’alloro, il lentisco, il mirto, il rosmarino e la salvia.
Per le specie forestali la quercia, il faggio, l’acero campestre, la roverella, il castagno, l’ontano napoletano e l’abete bianco (quest’ultimo spesso non autoctono, ma introdotto).
Non mancano alberi coltivati e storici, cioè della nostra tradizione, come l’olivo, il fico, la vite e il nocciolo.
La salvaguardia del verde è di grande importanza perché ogni albero rappresenta non solo un elemento del paesaggio, ma anche un capitolo della storia naturale e culturale di un luogo; per questo gli alberi monumentali hanno una rilevanza notevole e sono entrati a far parte del patrimonio culturale nazionale, al pari dei complessi archeologici, degli edifici, dei castelli e dei centri storici di maggior pregio.
L’elenco degli alberi monumentali della Campania, riconosciuto con decreto del gennaio 2025, conta 390 esemplari scelti per il loro alto valore biologico, ecologico, storico e culturale, nonché per la loro età e le loro dimensioni.
Piacevole sorpresa è constatare che anche Torre del Greco possiede alberi monumentali e precisamente tre esemplari di Pinus Pinea in via Benedetto Croce ed uno della stessa specie sul Colle di Sant’Alfonso.
Bisogna, inoltre, citare un Cedro del Libano (circonferenza del fusto 400 cm) e una rara Melaleuca, presenti nel giardino della Villa del Cardinale.
Nella provincia di Napoli numerosi sono gli alberi monumentali (lecci, roverelle, pini, sughere, faggi), di cui ben 5 sul Monte Faito. Ancora un Ginkgo Biloba di più di 100 anni nell’area verde della Facoltà di Agraria di Portici; una Palma Gigante Cilena e un albero di Canfora nell’Orto Botanico; il filare di Palme delle Canarie di circa 100 anni alla Mostra d’Oltremare.
Una citazione a parte merita la “Quercia di Buonopane” ad Ischia per i suoi 350 anni.
Anche nella provincia di Avellino esistono più di 100 esemplari citati tra platani, lecci, roverelle, tigli, faggi, tassi e pini d’Aleppo, tutti di una certa età. Meritano tuttavia di essere sottolineati quelli che hanno superato i 100 anni e cioè: un Cipresso di Monterey di 170 anni nel Giardino all’inglese del Palazzo Baronale di Sturno, il Castagno di ben 200 anni di Villa Pignatelli a Lauro e gli Aceri di località Campitiello.
Nella provincia di Benevento si trovano diversi alberi monumentali, tra cui spiccano: la Sequoia della California e un antico Leccio della Villa Comunale di Benevento, un Tiglio secolare a Fragneto e un imponente Olivo a San Salvatore Telesino, oltre a esemplari degni di nota in aree più ampie, come il bosco di Roccarainola, con esemplari di altezza e circonferenza-fusto davvero notevoli. Superano i 150 anni il Faggio del Taburno, la Roverella di Contrada Sessa e il Pioppo di località Sperara.
Nel Casertano molti alberi annoverati tra quelli monumentali (ben 79) appartengono al Parco della Reggia e tra essi spiccano:
– una Magnolia grandiflora alta 25 metri con fusto di 400 cm e con età di 150 anni.
– un gruppo di tre Cipressi, mediamente di 25m di altezza e 435 cm di circonferenza, di150 anni.
– un Abete di Douglas alto 40m e di 200 anni d’età.
– un filare storico di Canfori nel Giardino Inglese, con esemplari antichi, che furono fonte di semi per tutta Europa.
Anche un Cedro del Libano si trova nel Giardino Inglese (altezza di 35m, circonferenza-fusto 464 cm, età presunta 200 anni).
Non mancano alberi sparsi sul territorio, come
– l’Albero dei tulipani di Piazza Pitesti (3,10m di circonferenza), probabilmente piantato con gli alberi della Reggia.
– l’Araucaria di Piazza Vanvitelli (altezza 25m, circonferenza 330 cm).
– un grande esemplare di Canfora, nel Cimitero di Caserta ( 5m di circonferenza), piantata intorno al 1879.
– un Bagolaro di 200 anni, esemplare maestoso, a Sant’Angelo d’Alife
– l’Olivo di Calvi Risorta alto 20m e con una circonferenza del fusto di 690 cm, che ha superato i 200 anni.
Anche la provincia di Salerno vanta un importante patrimonio di alberi monumentali, molti dei quali situati nel Cilento e nei piccoli comuni, che contribuiscono a valorizzare il territorio e offrire opportunità di turismo rurale.
Cava dei Tirreni detiene il primato provinciale con ben 4 esemplari di alberi monumentali, quali i Platani di corso Principe Amedeo, presenti in loco dalla fine dell’ ottocento, e la Sophora o Acacia del Giappone di Villa Rende.
Seguono altri comuni possessori di tre alberi monumentali, come Salerno (un Pino d’Aleppo e un Platano ultracentenari), Vallo della Lucania, San Mauro Cilento con ben tre Olivi di età presunta di 200 anni.
Non resta che citare i due Cipressi, del convento di Sant’Antonio da Padova di Polla, alti 25m, con circonferenza di oltre 5m e di ben 450 anni di età. Ultracentenario è anche il tiglio del convento di San Francesco di Padula.
Nel Cilento si trovano anche esemplari di Ginepro, Lecci, Faggi, Aceri, Olmi e Castagni, che testimoniano la varietà della flora di questo territorio, famoso per i suoi olivi secolari, in particolare per la cultivar “Pisciottana” diffusa nel basso Cilento costiero, con esemplari che superano i 350-400anni, dai fusti possenti e dal forte valore paesaggistico.
L’azione dell’associazione Università Verde T/Greco prosegue con l’individuazione, nella nostra città, di spazi che possano diventare aree verdi o dove si possano piantare alberi.
Difendiamo il Verde! Riforestiamo le città!







