La sintesi di quanto accaduto a Giugliano è nell’immagine di un bambino di 6 anni che prova a contenere il padre, cingendolo in un abbraccio. Ripete “papi no, papi no” ma è tutto inutile. L’uomo è una furia, spinge il bambino e si avventa sull’ex compagna.

La prende a pugni, a calci. Non risparmia il volto mentre la donna grida il nome di una vicina, sperando nel suo aiuto.

Sono quasi le 17 e la vittima è a terra. Ha una costola fratturata, diranno in ospedale. L’uomo con cui aveva concepito il suo unico figlio l’ha picchiata selvaggiamente. Per gelosia oppure per un senso di possesso che non si è mai attenuato, nonostante la separazione e una nuova relazione ormai consolidata.

I carabinieri conosceranno questa storia poche ore dopo, le 22 appena passate sull’orologio della stazione di Pozzuoli.

La vittima è stata dimessa dal pronto soccorso con una prognosi di 30 giorni. Ha il viso tumefatto e l’espressione di chi si è arresa alla paura già da tempo.

Non è la prima volta che il suo ex la colpisce ma ora ci è finito di mezzo anche il piccolo. Ed è pronta a denunciare tutto.
Racconta mesi, anni di vessazioni. Dal 2023 ha iniziato a guardarsi intorno ogni volta che metteva il naso fuori di casa, temendo di essere seguita o aggredita.

I militari della stazione di Pozzuoli ascoltano il suo racconto e poi passano all’azione. Rintracciano il 32enne e lo arrestano in flagranza differita per atti persecutori e lesioni. E’ ora in carcere, in attesa di raccontare al giudice la sua versione dei fatti.

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