Alla BCP un convegno su San Vincenzo Romano a un anno dalla canonizzazione

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San Vincenzo Romano. Storia, uomini e fatti: è il tema del convegno in programma  venerdì 11 ottobre, alle ore 18.30, nell’Auditorium della Banca di Credito Popolare in Torre del Greco, una serata di approfondimento a un anno dalla canonizzazione del parroco torrese. Un’iniziativa promossa Basilica Pontificia di Santa Croce, con il patrocinio del Comune di Torre del Greco, della Pontificia Facoltà teologica dell’Italia Meridionale, sezione San Tommaso d’Aquino e dall’associazione Pio Monte dei Marinai 1615. 

Un momento di riflessione sulla preziosa eredità e sull’esempio di vita del Parroco Santo

«Con molto piacere abbiamo concesso il patrocinio a questa importante iniziativa e io stesso vi partecipo dando il mio contributo – dichiara don Francesco Asti, decano della Sezione di Capodimonte della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale –. La Facoltà di Teologia è da sempre il principale luogo di cultura della Chiesa di Napoli e collaborare per l’approfondimento degli studi su una figura di così grande di santità, qual è Vincenzo Romano, è per noi un dovere».

«Il pensiero che ha dominato il lavoro di preparazione al Convegno – commenta don Giosuè Lombardo, parroco di Santa Croce – è stato quello di non compiere un atto “formale”. Sono convinto, invece, che questo momento di approfondimento della figura del nostro Parroco Santo possa rappresentare un’occasione proficua per infondere nuovo slancio al cammino ancora da percorrere per una maggiore conoscenza della sua opera e del suo messaggio ben oltre i confini della nostra città».

«Non è certo la prima volta che si tiene un Convegno su Vincenzo Romano – conclude il professore Giuseppe Falanga, teologo e giornalista –. La comunità ecclesiale di Torre del Greco già negli anni 1983, 1993, 1997 e 2003 ha focalizzato l’attenzione sui diversi aspetti della personalità del suo più illustre figlio e sul contesto storico in cui visse e operò. Questa volta lo scopo è di fare grata memoria di quelli che ci hanno preceduto e proiettarci verso il futuro degli studi su San Vincenzo».