Egregio Onorevole Massimiliano Capitanio,

questa lettera è per chiedere maggiore trasparenza e informazione, soprattutto attraverso i canali della tv di Stato, relativamente alle proposte e istanze del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, che da oltre un anno supporta a domicilio e in telemedicina migliaia di persone in tutta Italia.

Meno di una settimana fa a Milano, in piazza del Duomo, circa 10 mila persone sono intervenute per ascoltare, testimoniare, capire, quanto proposto dal Comitato per far fronte alla pandemia, per altro dopo aver avviato svariati canali istituzionali nel corso degli scorsi mesi. Non vi è stata una sola telefonata da parte di giornalisti della tv di Stato, parlo delle reti nazionali, in un anno intero di lavoro, perché?

Ieri il senatore Massimiliano Romeo, che insieme al sottosegretario Sileri ci ha ricevuto a marzo proprio per ascoltare e comprendere il lavoro dei nostri medici, ha chiesto al Ministro Speranza il perché del mancato dialogo con tutti i medici che hanno lavorato sul campo, come per altro espressamente richiesto tramite voto pressoché unanime dallo stesso Senato, l’8 aprile scorso. Nessun telegiornale ne ha parlato.

In un momento come questo, dove le armi in campo possono e devono essere molteplici, manca trasparenza, avvertiamo un vuoto nei contraddittori che non comprendiamo e reputiamo pericoloso.

Lo stesso vale per la campagna vaccinale, quasi questo significasse voler negare la necessità di un vaccino, quando invece è corretto, anche in ottica di rassicurare tutta la popolazione, che la comunicazione circa i criteri di scelta siano i più trasparenti possibili.

“Esiste la libertà di Stampa, eppure rispetto alla nostra esperienza avvertiamo da un anno un ostracismo incomprensibile”, dichiara l’avvocato Erich Grimaldi, presidente del Comitato Cura Domiciliare Covid-19, “la volontà di comprendere e approfondire non può che passare dal confronto, possibilità che dalla televisione di Stato non ci è stata mai concessa”. Lo stesso, prosegue Grimaldi “vale per la campagna vaccinale, per la quale nell’interesse di tutti sarebbe doveroso spiegare cosa significhi il consenso informato e in che modo vengono prese certe decisioni in merito alla somministrazione di un siero piuttosto che di un altro, a una determinata categoria di persone”.

“Trovo frustrante il voler definire spesso in ottica dispregiativa il lavoro di questi medici da parte di alcuni colleghi”, dichiara Valentina Rigano, portavoce del Comitato, “quando basterebbe far sedere gli uni di fronte agli altri, nello stesso studio, i professionisti del nostro gruppo e chi sostiene che non vi siano evidenze circa il loro operato”. E, ancora, “abbiamo offerto la loro esperienza per ricerche e studi, un appello che nessuna televisione nazionale ha raccolto, non dovrebbe essere per tutti prioritario capire se esistano più armi a contrasto della pandemia?”.

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