Campania in zona rossa: le nuove regole e le chiusure – VIDEO

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Campania in zona rossa: le nuove regole – VIDEO

Dopo l’ordinanza firmata venerdì sera dal ministro della salute Speranza, la Campania è passata direttamente dalla fascia di rischio minore, la gialla, a quella di rischio maggiore, la zona rossa. Una reazione all’aumento vertiginoso di positivi nell’ultima settimana, alle drammatiche immagini provenienti dai pronti soccorsi invasi da ricoveri e a quelle del lungomare di Napoli, pietra dello scandalo per gli assembramenti fuori controllo di domenica. Queste le limitazioni aggiuntive in vigore da ieri nella nostra regione. Nelle zone rosse è vietato ogni spostamento, anche all’interno dello stesso comune. Consentiti solo quelli per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. In ogni caso, se fermati dalle forze dell’ordine, bisognerà mostrare l’autocertificazione o chiedere di compilarla sul posto. I negozi sono chiusi, mentre restano aperti supermercati, esercizi in cui vengono venduti beni alimentari o di necessità. I negozi aperti sono contenuti in una lista con tutte le voci specifiche: tra questi ci sono anche edicole, tabacchi, lavanderie, parrucchieri e barbieri. I negozi chiusi possono comunque effettuare attività di consegna a domicilio, purché senza riaprire i locali. Sulla base di queste classificazioni sono, in realtà, ben pochi gli esercizi costretti ad abbassare le serrande: negozi di abbigliamento, salvo che non vendano abbigliamento per bambini, in tal caso infatti possono restare aperti, i centri estetici e pochi altri. I centri cittadini non appaiono, quindi, spettrali come nel lockdown di primavera. Bar, ristoranti, pasticcerie e gelaterie sono sempre chiusi, ma possono stare aperti per l’attività da asporto dalle 5 alle 22. La consegna a domicilio è sempre consentita. I servizi di ristorazione restano aperti solamente negli ospedali, negli aeroporti e nelle aree di servizio lungo le autostrade. Sono ammesse le passeggiate ma solo vicino all’abitazione. Consentita l’attività motoria, sempre vicino alla propria abitazione e in forma individuale, rispettando la distanza di un metro e indossando la mascherina. La didattica in presenza è ammessa solamente per la scuola dell’infanzia, le elementari e la prima media. Didattica a distanza, invece, per la seconda e terza media e per tutte le scuole superiori. Chiuse anche le università. Il Presidente della Regione, De Luca, aveva fermato la didattica in presenza anche per le classi dove era consentita. Tuttavia, nel weekend il Governatore ha comunicato che le attività in presenza dei servizi dell’infanzia e delle prime classi della scuola primaria riprenderanno dal 24 novembre anche in Campania. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, si chiede di lavorare il più possibile a distanza: è infatti consigliato ricorrere al lavoro agile, se possibile, o usufruire di ferie e congedi. Nulla riguardo ai liberi professionisti che potranno, quindi, continuare la loro attività senza limitazioni. Non sono permesse le fiere, i convegni e neanche gli eventi a loro assimilati, come i mercatini di Natale. Chiusi i musei e sospese le mostre. Chiusura anche per teatri e cinema. Le misure dovrebbero durare almeno due settimane, questo il tempo minimo in cui una Regione deve restare nella fascia di rischio alta per ottenere qualche miglioramento dei dati epidemiologici. La speranza di tutti è che tali restrizioni possano diventare un ultimo sacrificio per riuscire a superare la fase critica per le festività natalizie. Il Governo, infatti, dovrebbe essere già a lavoro per le misure da adottare in vista del Natale, più blande e permissive per quanto riguarda i rapporti interpersonali.