Hanno cercato all’interno dei sacchetti indifferenziati depositati irregolarmente nella serata precedente, durante la quale bisogna conferire invece soltanto la plastica. E alla fine sono riusciti a scovare “tracce” che hanno permesso loro di risalire a quindici cittadini (tra utenze domestiche e commerciali), rei di avere lasciato nei punti di raccolta “rifiuti non conformi”, sui quali sono stati poi apposti bollini gialli tali da evidenziare l’irregolarità. Un lavoro sinergico quello condotto alle prime luci del giorno da agenti di polizia municipale e operatori della ditta incaricata del recupero delle frazioni differenziate, che rientra nelle procedure di verifica e controllo adottate, su indicazione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella, dagli uffici preposti e dal comando di polizia locale, rispettivamente guidati dai dirigenti Egidio Ciani e Gennaro Russo.
Un lavoro di un paio di ore, dalle 4 alle 6 del mattino, che ha interessato in particolare tutta via Nazionale (l’arteria che dal quartiere Sant’Antonio porta fino al tribunale di Torre Annunziata) e che ha prodotto quindici contravvenzioni per mancata ottemperanza rispetto a quanto disposto dalla specifica ordinanza emanata dal primo cittadino in materia di conferimento dei rifiuti differenziati.
Un’attività che ha visto agenti della municipale e netturbini letteralmente scavare tra i sacchetti contenenti scarti non correttamente differenziati, alla ricerca di possibili “indizi” utili a risalire agli autori dei depositi irregolari. Attraverso materiale cartaceo e altri prodotti contenenti i dati dei presunti “eco–criminali”, si è riusciti così a risalire ai “proprietari” dei sacchetti, ai quali sono stati comminati verbali di varia entità economica, a seconda della tipologia di illecito commesso.
Non solo utenze domestiche: nel mirino delle verifiche sono finiti pure i titolari di alcune attività commerciale della zona, anche loro accusati di avere abbandonato in strada sacchetti contenenti scarti non opportunamente differenziati. In questo caso, alle normali disposizioni legate all’ammenda amministrativa, sono partite le opportune verifiche, con l’obiettivo di appurare se i titolari siano già incorsi in precedenti illeciti relativi al deposito dei rifiuti, tali da portare – se i fatti fossero circoscritti agli ultimi dodici mesi – anche alle temporanea chiusura delle loro attività.







