Dopo la grande partecipazione registrata nel primo appuntamento nel quartiere Leopardi, il Comitato Sì Separa di Torre del Greco torna in piazza con un nuovo gazebo informativo dedicato al referendum sulla separazione delle carriere. L’iniziativa si terrà domenica 1 marzo, a partire dalle ore 10:00, in via Alcide De Gasperi 2, di fronte alla Chiesa di Sant’Antonio di Padova, e rappresenta un ulteriore momento di confronto diretto con i cittadini sui contenuti della riforma costituzionale.

Il primo gazebo ha confermato quanto il tema della giustizia sia sentito dalla comunità: numerosi cittadini si sono fermati per chiedere chiarimenti, approfondire i testi e confrontarsi in modo civile e costruttivo.
È proprio da questa esigenza di informazione e dialogo che nasce la volontà di proseguire con nuove iniziative sul territorio. Il Comitato, fondato da un gruppo di giovani torresi, intende offrire uno spazio civico aperto a tutti, lontano da polemiche e contrapposizioni ideologiche.
L’obiettivo è spiegare in modo chiaro cosa prevede la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, cosa cambierebbe concretamente e quali sono le ragioni del Sì al referendum del 22 e 23 marzo.
Il gazebo del 1 marzo sarà dunque un’occasione per informarsi, porre domande, confrontarsi nel merito e partecipare attivamente alla vita democratica della città. Il Comitato Sì Separa invita tutti i cittadini interessati ad avvicinarsi, anche solo per un confronto.
«Abbiamo deciso di fondare il Comitato “Sì Separa” perché crediamo che il dibattito sulla giustizia meriti serietà, studio e partecipazione, non slogan o semplificazioni. Siamo un gruppo di giovani di Torre del Greco che ha scelto di metterci la faccia su una riforma costituzionale importante, convinti che la separazione delle carriere sia un passo avanti per rafforzare il principio del giusto processo e la chiarezza dei ruoli all’interno della magistratura. Il nostro obiettivo è creare uno spazio civico aperto, dove chiunque – favorevole, contrario o indeciso – possa informarsi e confrontarsi nel merito. Il referendum è un passaggio importante: merita consapevolezza, non etichette».







