In arrivo un nuovo DPCM: coprifuoco alle 18 e lockdown a zone

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In arrivo un nuovo DPCM: coprifuoco alle 18 e lockdown a zone.

Nel weekend la curva dei contagi da Covid-19 ha raggiunto un picco che il ministro della salute Speranza ha definito “Terrificante”. Sia sabato che domenica l’Italia ha superato quota 30 mila positivi giornalieri, mentre il numero dei ricoveri e delle terapie intensive cresce sempre più gravando sull’intero sistema sanitario nazionale.

Il Governo si trova, quindi, a dover adottare nuove misure per limitare l’incessante avanzata della pandemia. Il nuovo DPCM è stato annunciato per stasera, ma, dopo una notte di accesi dibattiti fra Consiglio dei Ministri e Presidenti delle Regioni, è probabile che il decreto non vedrà la luce prima di domani.

Sono comunque trapelati gli orientamenti dell’esecutivo. Quasi certa l’introduzione di un “coprifuoco” nazionale, con chiusura di tutte le attività delle ore serali e limitazioni alla mobilità, così come già avviene in Campania dopo le 23. Il braccio di ferro è sull’orario fra chi vorrebbe farlo scattare dalle 18 e chi, meno drasticamente, lo vorrebbe dalle 21.

Discussa anche l’introduzione di lockdown locali. E’ chiaro da settimane che il Governo Conte voglia evitare a tutti i costi una nuova chiusura generale. Pertanto probabilmente a chiudere saranno solo regioni, province, città metropolitane e comuni a rischio. Insomma zone rosse a portata molto ampia. Per ora Lombardia e Piemonte sono le zone a più alto rischio, che quindi potranno subire una serrata totale. Campania e Liguria seguono immediatamente.

Anche fuori dai casi di lockdown si potrebbero avere limitazioni più o meno serie: possibile chiusura di bar e ristoranti anche a pranzo nelle zone a rischio, chiusura anche dei musei e limitazione di tutti gli spostamenti interregionali o intercomunali.

Nel mirino delle chiusure anche la scuola: nelle aree più a rischio si starebbe pensando a estendere la didattica a distanza anche alla seconda e terza media, con obbligo di mascherina sempre per le lezioni in presenza, cioè alle elementari e in prima media.

Il nuovo decreto ha visto la partecipazione di tutti i presidenti delle Regioni che hanno fatto presente le esigenze e le criticità dei territori.