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Il professor Davide Tutino di Resistenza Radicale ritorna in classe dopo essere stato esentato dal trattamento sperimentale e rifiuta di essere in presenza fintantoché dura la segregazione degli studenti come lui non vaccinati.

Davide Tutino pretende, dunque, di essere discriminato al pari di questi studenti e di lavorare in Dad. Invita, inoltre, tutta la comunità scolastica a partecipare allo sciopero generale convocato dal sindacato Fisi e alla manifestazione del 15 febbraio al Circo Massimo a Roma.

 La lettera del professor Tutino:

Gentilissima Dirigente,

Come concordato, sono felice di riprendere da domani il percorso con le classi, in virtù della mia esenzione dal Trattamento Sanitario Obbligatorio Sperimentale.

Ho visto che, contrariamente alla Costituzione e in violazione di ogni diritto umano e di ogni diritto ordinario, gli studenti non sottoposti a trattamento sanitario sperimentale vengono discriminati e costretti a non frequentare in presenza la scuola.

Ricordo che la scuola è la loro casa, la casa degli studenti, come la grandissima scienziata, medico, filosofa, Maria Montessori  ha mostrato al mondo intero.

Finché gli studenti rimarranno illegalmente puniti per aver esercitato il proprio diritto,
Le CHIEDO di punire anche me, relegandomi alle lezioni a distanza, così che io riceva lo stesso trattamento ignobile che noi adulti vergognosamente imponiamo loro.

Pertanto, accetterò di svolgere il lavoro, che amo e che bramo, in una modalità che sia coerente con i decreti vigenti e, quindi, solo in questa forma punitiva.

Colgo l’occasione per riflettere con Lei, con i colleghi, con gli studenti, sull’opportunità di  aderire al prossimo sciopero generale convocato dal sindacato Fisi, con manifestazione del Comitato di Liberazione Nazionale al Circo Massimo, il 15 Febbraio prossimo.

La partecipazione dell’intera comunità scolastica non dovrebbe essere sollecitata da noi tutti, in difesa degli studenti segregati?

Non dovremmo invitare gli studenti a scioperare e manifestare con noi, per rifiutare la complicità, per rifiutare il ruolo di bulli e di segregatori?

Cordialmente nostro,

professor studente

Davide Tutino

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