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Bloccati in Portogallo da 10 giorni: l’Odissea di giovani campani

Prima che iniziasse l’emergenza Coronavirus in tutto il mondo, cinque ragazzi campani, come tanti giovani come loro, erano in Erasmus. Erano a Lisbona, in Portogallo, grazie all’azienda “Formamentis” per accrescere le loro competenze culturali e professionali.

Fra di loro, anche un torrese di 20 anni, Gennaro De Luca, due ragazze di Eboli, Clara Galdi e Francesca Procida, entrambe ventenni, e due ragazzi di Caserta, Alessandro Petitto e Renato Esposito.

10 giorni fa, quando l’emergenza è cominciata, i giovani hanno provato a tornare a casa, per vivere la quarantena nelle loro case, nel loro paese, circondati dagli affetti più cari. Tuttavia, per loro è stato impossibile partire a causa di voli costantemente sospesi. Tutti gli aerei per l’Italia sono stati progressivamente soppressi.

Come se non bastasse, la vita in Portogallo, per loro, è diventata presto un inferno: cacciati da negozi e locali solo perché italiani, considerati appestati e diffusori del virus pur stando stabilmente in Portogallo da ben prima dell’inizio dell’epidemia.

Oggi, forse, si concluderà la loro Odissea. Un aereo dovrebbe condurli a Ginevra, lì passeranno una notte in aeroporto per poi prendere un secondo aereo per Roma. Sperando che anche questi voli non vengano vietati.