scuola

Il Sindaco di Torre del Greco, con ordinanza n.320 del 7/12/2020 ha disposto la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado nel territorio cittadino, nonostante l’ordinanza n.95 della Regione Campania dello stesso giorno che apriva invece le scuole fino alla seconda elementare.

Nel fine settimana la nostra regione è passata dalla massima fascia di rischio, quella rossa, alla fascia arancione perché sono calati sia il numero giornaliero dei contagi che i tassi di occupazione ospedalieri: a questo riguardo siamo scesi addirittura al di sotto dei valori di allerta del 30% per le terapie intensive e del 40% per la degenza ordinaria.

La situazione della didattica in Campania era già anomala prima di queste ordinanze perché tutte le fasce di rischio prevedono comunque la didattica in presenza per determinate classi e, in particolare, fino alla prima media in fascia rossa e fino alla terza media per le altre. Ma, il Governatore De Luca ha sempre ritenuto opportuno tenerle chiuse fino a due settimane fa, quando ha iniziato pian piano ad aprire alcune classi, dichiarando la situazione in Campania in miglioramento.

Il Comitato Genitori di Torre del Greco si è opposto duramente alla decisione del sindaco Palomba:

“Non vogliamo stare qui a discutere di quello che è stato, anche se ne avremmo tutto il diritto, ma vogliamo solo far notare l’assurdità di un provvedimento comunale che nega quanto espresso dalla regione e, cioè, che il contagio sia in calo ed impone vincoli più restrittivi alla luce di dati sul contagio della popolazione in età scolastica nel comune, che per loro stessa ammissione, non conoscono.

Nel frattempo, apprendiamo dai social, che alcune ludoteche continuano il loro lavoro in presenza.

Quello che però sappiamo dalla letteratura scientifica (forniamo referenze se richieste), tenuto conto che il ‘rischio zero’ non esiste, è che:
– I giovani si ammalano meno di Covid-19 e il loro ruolo nella trasmissione del virus è limitato;
– Il contagio all’interno delle scuole non è significativamente elevato, anche a livello internazionale e l’apertura e la chiusura delle scuole non hanno influito sulla diffusione del virus;
– I danni derivanti dalla chiusura delle attività in presenza sono invece assai significativi a livello psicologico, educativo e sociale e questo tanto più i bambini sono piccoli e/o provenienti da ambienti svantaggiati;
– gli insegnanti non si ammalano più di altre categorie;
– Ancora, per le donne che lavorano, la chiusure dei primi cicli comporta danni notevoli, e, nei fatti, enormemente superiori a quelli subiti dai genitori uomini.
Non è comprensibile perché nel contesto torrese le misure già adottate a livello nazionale non siano sufficienti a garantire la sicurezza, ne è dato sapere il parere tecnico scientifico in virtù di cui il sindaco reiteratamente deroga alle indicazioni del comitato tecnico scientifico nazionale.

Nel caso ci fossero idonee e congrue motivazioni alle scelte assunte, contestualmente non si vede da parte dal sindaco alcuna spinta a trovare una soluzione con l’adozione di misure atte a rimuovere gli eventuali ostacoli locali all’erogazione di un livello essenziale garantito dalla Costituzione, infondendo tranquillità ai genitori e al personale scolastico.
Eppure, in scuole semivuote sarebbe facilissimo individuare luoghi ampi dove tenere lezioni in sicurezza a bambini che hanno dovuto imparare a leggere e scrivere davanti ad uno schermo del computer, qualcuno anche da solo o con una babysitter o un nonno accanto, aumentando così il rischio di un estraneo in casa o di un anziano già a rischio elevato per età, invece di imporre una chiusura generale dove nessuno si assume responsabilità ma che di fatto crea un enorme disagio psicologico, educativo e sociale alla fascia più debole e non tutelata dei bambini.
E non vale quanto scritto nell’ordinanza del Sindaco: “il diritto alla salute è da tutelare prima del diritto all’istruzione” perché, alla luce dei dati, il rischio è maggiore per i danni alla salute che i bambini subiscono dalla mancata socialità dovuta alle scuole chiuse che al Covid-19.
Per non parlare poi del fatto che siamo una regione ad elevata dispersione scolastica e povertà, danni e disparità che si acuiranno sempre più se non si ritorna alla didattica in presenza al più presto.
Noi, da parte nostra, mettiamo tutta la nostra professionalità, anche di lettura dei dati e scientifica, al servizio del Comune e ci aspettiamo una nuova ordinanza in tempi brevi.
Per sabato è previsto un presidio alle ore 10:30 a Piazza Santa Croce”