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Luigi Mennella: primi cento giorni da sindaco di Torre del Greco
“Si poteva fare di più, ma fatto molto di più di chi mi ha preceduto”
Luigi Mennella tocca con oggi, venerdì 8 settembre, i primi cento giorni da sindaco di Torre del Greco, quarta città della Campania e terza della città metropolitana di Napoli per numero di abitanti. Un’occasione che la fascia tricolore (insediatasi a palazzo Baronale lo scorso primo giugno) coglie per provare a tracciare un primo, davvero provvisorio bilancio della sua esperienza alla guida della città: “Una premessa è doverosa – afferma – I primi cento giorni sono più un ‘evento mediatico’ che un reale momento per provare a mettere nero su bianco ciò che è stato possibile fare. Ma non volendomi sottrarre a questo momento, affido alla memoria i giorni trascorsi sinora al Comune. Giorni iniziati praticamente in solitudine presso la casa comunale: nella sostanza in mio primo giorno è stato il 5 giugno, in quanto il 2 era la Festa della Repubblica, il 3 sabato e il 4 domenica. Quel primo giorno lo ricordo per il silenzio di palazzo Baronale: senza giunta né consiglieri, in tutto il Comune c’erano la bellezza di tre dipendenti al primo piano, oltre ai sempre attenti addetti della portineria. E questa è purtroppo la condizione di tutto l’ente, che in organico ha appena 200 dipendenti, rispetto ai miei ricordi da consigliere, quando al Comune lavoravano più di 1.000 unità”.
Vuoto il Comune, vuote le voci nei vari capitoli di bilancio: “Chi aveva approvato l’esercizio finanziario, non aveva evidentemente programmato che a giugno sarebbe arrivata una nuova amministrazione. E senza consiglio comunale, procedere ad una variazione di bilancio era impossibile”. In attesa dell’assise, si è andati avanti a provare a garantire l’ordinaria amministrazione: “Affrontando in primis la grana-rifiuti – spiega Mennella – che resta un nervo scoperto. L’assessore e il dirigente stanno lavorando senza lesinare sforzi e ritengo che i primi risultati siano visibili. Nulla di straordinario, ben inteso. Ma adesso si vede almeno la pulizia di alcune aree lasciate abbandonate per anni e un po’ di diserbamento, ancora a macchia di leopardo”.
E mentre la macchina si rodava e i consiglieri venivano proclamati, l’amministrazione si è vista costretta ad affrontare l’emergenza crolli: “Il cedimento di corso Umberto I è avvenuto proprio il giorno prima del consiglio di insediamento. È stato terribile, sia per la gravità del fatto, sia ovviamente per i contraccolpi sul nostro lavoro. Gran parte delle energie da quel 16 luglio sono state assorbite da questa problematica, acuita da una serie di altri allarmi giunti da più parti”.
Attenuatasi in parte l’inattesa emergenza, l’amministrazione ha ripreso a lavorare: “Variazione di bilancio, attività per il porto, programmazione degli eventi che purtroppo per mancanza di fondi non abbiamo potuto realizzare nel corso dell’estate, delibera per venire incontro alle esigenze delle famiglie di disabili gravi e gravissimi, stanziamento di fondi per parchi e ville. E pulizia lì dove è stato possibile. Potevamo fare di più? Certo. Ma abbiamo fatto molto di più di chi sicuramente poteva fare di più. E proseguiremo: alle porte ci sono alcune inaugurazioni, il proseguimento delle attività per il porto, un nuovo piano rifiuti con l’idea di lavorare su una municipalizzata per la raccolta, attenzione alle scuole e alle fasce deboli, intercettazione di tutti i fondi che possono interessare la città e che arrivano dagli organi sovracomunali, un Natale che sia finalmente degno dell’importanza della nostra città. E mi fermo qui: non è il caso di fare proclami. Ma una certezza c’è: lavoreremo in modo costante e senza pause. Questa città merita di voltare pagina dopo troppi anni di totale incuria”.
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