Nuovo DPCM: ferma movida, scuole aperte, ma poca chiarezza – VIDEO

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Nuovo DPCM, stop a movida, ma scuole aperte. Firmato dal Governo Conte per fronteggiare l’aumento esponenziale dei contagi delle ultime settimane. Il nuovo decreto non ha aggiunto limitazioni significative alla libertà dei cittadini.

Il coprifuoco tanto temuto si riduce alla chiusura di tutti i ristoranti, bar, pub, pizzerie e simili alle 24. Dovrà essere affisso un cartello all’ingresso in cui viene segnata la capienza del locale nel rispetto della distanza di sicurezza fra ogni tavolo e posto a sedere. Qualunque esercizio non disponga di coperti dovrà chiudere alle 21. Tuttavia, l’asporto resta consentito fino alle 24. Una decisione che fa discutere. Se l’obiettivo era fermare la movida, l’asporto potrebbe solo far spostare gli avventori del locale, per assembrarsi qualche metro più avanti.

Sempre per frenare la movida, è stato affidato ai sindaci il potere di chiudere determinate strade o piazze del comune per bloccare zone altamente frequentate. Non vengono, tuttavia, fornite altre direttive su questa possibilità e non vengono posti limiti entro cui i sindaci devono intervenire: tutto è quindi lasciato alla piena discrezionalità dei primi cittadini.

Altro punto nevralgico del DPCM è la scuola. Il Governo ha confermato la scelta, più volte ribadita dalla ministra Azzolina, di lasciare gli istituti aperti e consentire le lezioni in presenza. Tuttavia, le scuole potranno adattarsi alla situazione epidemiologica locale utilizzando la didattica a distanza o dividendo gli orari delle classi. Le lezioni potranno, quindi, essere spostate anche al pomeriggio per non creare assembramenti fra gli alunni di varie classi. In ogni caso, questo vale solo per gli istituti superiori, mentre per tutti gli altri resta invariata la didattica in presenza tradizionale. Le disposizioni riguardanti la scuola entreranno in vigore da mercoledì 21 ottobre, dando così tempo utile agli istituti per organizzarsi. Non è chiaro se, in questo periodo, la Campania si adeguerà a quanto disposto dal decreto o si continuerà con la didattica a distanza obbligatoria decisa dal Presidente De Luca con l’ordinanza di giovedì scorso.

Vietati sport da contatto a livello dilettantistico ed amatoriale. Per le palestre, invece, restano dubbi. Il Premier ha evidenziato che mentre alcuni centri sportivi rispettano tutte le direttive anti contagio, altri agiscono in modo sconsiderato. Pertanto lo stesso Conte ha dato un ultimatum. Restano vietate feste di paese e sagre, ma si consentono le grandi fiere nazionali. Una decisione necessaria per favorire il rilancio dell’economia.

Ed è proprio il compromesso fra economia e salute che sembra caratterizzare tutto il nuovo DPCM. Lo stesso premier ha esordito nella conferenza stampa di ieri parlando della gravità della situazione epidemiologica, ma evidenziando la ripartenza economica del paese e spiegando che un nuovo lockdown avrebbe fermato questo dato positivo.