Polemica fra De Luca e Figliuolo: “Vaccini alle attività produttive”

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Polemica tra De Luca e Figliuolo sul piano vaccini.
Hanno destato scalpore le dichiarazioni rilasciate ieri dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Il Governatore ha annunciato di non voler rispettare il piano vaccinale previsto dal Governo e regolato per fasce d’età. De Luca ha specificato che dopo aver completato le somministrazioni ad anziani e fragili introdurrà prima le attività produttive per porre le basi alla riapertura e alla ripartenza economica.
Non è mancata la risposta del commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo. La campagna di vaccinazione “deve proseguire in modo uniforme a livello nazionale, senza deroghe ai principi che lo regolano, facendo riferimento all’ordinanza che indica le categorie prioritarie”.
“L’obiettivo – aggiunge il commissario – è quello di mettere al sicuro le persone fragili e le classi di età più anziane, che sono le più vulnerabili all’infezione. Più celermente si concluderà questa fase prima si potrà procedere a vaccinare le categorie produttive”.
Alla luce di queste direttive, il Governatore campano ha chiarito che la campagna di vaccinazione segue le priorità indicate per gli ultraottantenni e le categorie fragili.
La categoria degli ultraottantenni in piattaforma sarà completata al 100% entro questa settimana, e per i non deambulanti entro le due settimane successive. Le Asl impegneranno task force specifiche per le categorie fragili.
Tuttavia, il Presidente ha specificato che il dato reale che va segnalato è la drammatica carenza di vaccini Pfizer e Moderna, che rappresenta un ostacolo al raggiungimento dell’obiettivo.
Altro dato della realtà concreta, al di là degli schemi nazionali, è l’accumulo di Astrazeneca non utilizzato per varie indisponibilità. E’ per questo vaccino, chiarisce De Luca, che si procederà a una utilizzazione anche per categorie economiche.
Anche sulle isole ogni centro vaccinale procede per fasce di età, ma una volta completati gli ultra 80, gli ultra 70 e 60, il centro vaccinale territoriale può procedere verso tutte le categorie contribuendo alla diffusione capillare delle vaccinazioni.
Inoltre, De Luca ricorda che ci sono categorie non coperte dai criteri delle fasce di età: trasporti pubblici; personale delle Poste e degli enti locali che lavorano agli sportelli di uffici pubblici; personale e commesse di aziende commerciali aperte al pubblico; dipendenti del comparto turistico per cui i tempi sono decisivi. Tutte realtà che hanno bisogno di risposte celeri.