Scuola, caos per il ritorno in aula delle superiori

194

Tornano in classe da oggi i circa 8 milioni di studenti italiani, compresi i 2,5 milioni delle superiori anche se con percentuali che vanno dal 50 al 75% in presenza, come prevede l’ultimo Dpcm. A rimanere a casa un’altra settimana sono solo gli studenti delle scuole superiori della Sicilia, diventata ‘arancione’.

Ultime in ordine di tempo a far ritornare i ragazzi delle superiori nei loro istituti sono, oggi, le Regioni Sardegna, Calabria, Puglia, Basilicata, Veneto, Campania, Friuli Venezia Giulia. 

Nuova polemica dal Veneto: sono stati tolti dalle aule e rimessi in magazzino i banchi a rotelle acquistati nei mesi scorsi dal Governo per facilitare il distanziamento tra gli studenti in classe.

La ragione principale dell’accantonamento dei banchi anti-Covid sarebbe che favoriscono l’insorgere di mal di schiena nei ragazzi, come ha riferito l’assessore regionale all’istruzione, Elena Donazzan.

La riapertura delle scuole è salutata come una vittoria della ministra Lucia Azzolina, ma non mancano dubbi e polemiche. La situazione epidemiologica non sembra garantire la sicurezza fra i banchi. Tanti sono gli studenti delle superiori che oggi non sono andati a scuola per uno sciopero contro la didattica in presenza e contro gli orari. Alcuni istituti hanno un orario d’entrata ritardato, le 10 o, addirittura, le 11 del mattino, per evitare di intasare strade e mezzi pubblici. Ovviamente anche la campanella suonerà in ritardo, dalle 15 alle 16 di pomeriggio, senza considerare che, a causa del distanziamento e di tutte le normative anti contagio, mangiare qualcosa insieme ai compagni di classe è impossibile o pericoloso.

Tanti, invece, i licei che hanno scelto di non aprire e di sospendere la didattica in presenza perché non pronti ad accogliere in sicurezza i ragazzi.

Caos anche per le scuole superiori di Torre del Greco. In molti casi si rilevano già difficoltà nel gestire insieme i ragazzi in presenza e quelli a distanza. Al Pantaleo gli studenti segnalano la completa mancanza di connessione internet dell’istituto, che ha portato alla sospensione della DAD. Problemi simili anche al De Bottis. E’ probabile che il problema sia collegato ad una saturazione della rete che non riesce a reggere il sovraccarico dato dai troppi dispositivi connessi.