HomeNewsAttualitàSciopero EAV: I lavoratori chiedono rispetto, sicurezza e dignità

Sciopero EAV: I lavoratori chiedono rispetto, sicurezza e dignità

Nella giornata di ieri, i dipendenti dell’EAV hanno incrociato le braccia in una protesta sentita e necessaria. Nonostante i tentativi della dirigenza aziendale di ostacolare la riuscita dello sciopero – con un dispiegamento di energie e fantasia che vorremmo vedere applicato quotidianamente per risollevare le sorti della Circumvesuviana, tristemente nota per i bassi standard qualitativi – l’adesione ha confermato il profondo malcontento della base.

Lo sciopero non nasce da rivendicazioni economiche dirette, ma dalla richiesta di rispetto degli accordi e della dignità lavorativa. Questi i punti cardine della nostra mobilitazione:

  • Il “Caso” Welfare: Per oltre 100 giorni i fondi destinati ai lavoratori sono rimasti bloccati su una piattaforma welfare “fantasma”. In modo del tutto singolare, tali somme sono “magicamente” riapparse proprio in concomitanza con la giornata di sciopero: una tempistica che parla da sola.
  • Accordi Disattesi: Esigiamo il rispetto degli accordi sottoscritti, in particolare per quanto riguarda la gestione delle ferie del personale automobilistico dei depositi di Ischia e Procida e il riconoscimento dei ritardi dei treni come tempo effettivo di guida e scorta.
  • Smantellamento dei Servizi all’Utenza: Contestiamo la cronica carenza di personale negli infopoint e la chiusura delle biglietterie. Questi presidi sono l’unico punto di contatto fisico tra l’azienda, i cittadini e i turisti, fondamentale per chi non vuole o non può affidarsi esclusivamente al web.
  • Sicurezza e Regole Certe: Chiediamo una raccolta chiara di norme, regolamenti e disposizioni operative per ogni settore. Ogni lavoratore deve poter operare in un quadro certo di regole, riducendo errori interpretativi e aumentando la sicurezza di tutti.
  • Manutenzione e Mezzi: Denunciamo le condizioni del parco autobus. Troppo spesso gli autisti sono costretti a partire con mezzi sporchi o con segnalazioni di guasti liquidate come “falsi allarmi” a causa di una manutenzione in appalto che non garantisce standard accettabili.
  • Tutela del Personale: Lamentiamo l’assenza di investimenti nel controllo dei titoli di viaggio e la mancanza di tutele per i dipendenti esposti al rischio di rapine, furti o ricezione di banconote false durante l’emissione dei biglietti.

Ieri abbiamo scioperato contro una dirigenza autoritaria e autoreferenziale, sorda alle motivazioni di chi muove il trasporto pubblico regionale. Non abbiamo chiesto aumenti, ma migliori condizioni di lavoro e maggiore rispetto. Dopo il segnale forte lanciato dai lavoratori, la palla passa ora alla classe politica regionale. È il momento che le istituzioni escano dal silenzio e intervengano su una gestione che penalizza lavoratori e utenti.

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